Ponte pedonale nella Norvegia Occidentale. Acciaio e legno come materiali principali |
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Fin dai primi giorni del nostro blog, abbiamo descritto con amore le bellezze architettoniche legate ai trascorsi feudali delle masserie Pugliesi, testiamoniando la passione che ci lega a questa terra e alle sue bellezze. |
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In questa terra favolosa, i paesaggi, che variano tra collina e piane dalla presenza sterminata di ulivi, incorniciano fortezze quattrocentesche, in tufo e pietra bianca e dall’aspetto autentico, di arte povera, quasi distopico. Tuttavia, TrackDesign, che ha un’anima contemporanea, legata alle tradizioni, certo, ma con un’attenzione particolare verso ciò che di più bello il panorama architettonico moderno ha da offrire, non ha mai nascosto il proprio debole per lo stile del nord Europa. L’acciaio e le strutture tipicamente dallo stile industriale (senza però categorizzare troppo) rappresentano il succo delle ispirazioni giunte da noi con i freddi venti del nord ed entrate un po' dappertutto, a cominciare dalle nostre case per arrivare ad uffici, locali, ristoranti ecc. Si, perché l’architettura industriale che tanto ama i materiali come il legno e l’acciaio corten, che rigenera vecchi cantieri navali, zone industriali e le trasforma in aree residenziali ultramoderne, secondo noi è bellissima. Oggi parleremo di un’opera dai tratti tipicamente moderni e vi mostreremo come questa si integri perfettamente all’interno di contesti diversi da quelli urbani e industriali, potendo abbracciare anche scenari rurali e immersi nella natura profonda.
Il ponte di cui stiamo parlando è stato realizzato nella Norvegia occidentale, dagli architetti Rintala eggertsson, nel 2016, alle foci del fiume Vosso. Il ponte pedonale dal design ritmico rimpiazza una vecchia struttura distrutta da un’inondazione nel 2014. Il ponte “Tintra” (nome donatogli dagli architetti norvegesi) usa una combinazione ardita di materiali, come l’acciaio corten per le travi, mentre legno per la pavimentazione e il soffitto. Sostituto di un ponte storico danneggiato da un'inondazione, questo ponte pedonale si caratterizza per il gioco ritmico dei suoi moduli. Al pedone, come veniva richiesto anche dalla competizione indetta per stabilire la ditta vincitrice dell’appalto pubblico, è garantita la vista sulla natura circostante, dal grande impatto emotivo. Il gioco ritmico dei moduli del ponte, che è stato ricostruito a partire dai vecchi pilastri della struttura antecedente, cerca di abbattere la monotonia che si prova passeggiando da una sponda all’altra del fiume. Le due “stanze” offrono una pausa al ritmo lineare del ponte, oltre che la possibilità di fermarsi e di godere del paesaggio. Il ritmo standard viene donato dai pilastri in acciaio, mentre la struttura in legno costituisce la variazione della melodia, il movimento secondario. I due materiali hanno ruoli diversi: se l’acciaio esprime la forza della struttura portante, il legno usato internamente riscalda l’anima di chi lo attraversa, creando, nell’osservare il paesaggio, dei momenti di pacifica intimità.
Il costo della manutenzione del ponte viene abbattuto grazie all’utilizzo dell’acciaio Corten e dell’Accoya come materiali da rivestimento, che combinano durata, resistenza, forza e assenza del bisogno di interventi manutentivi, come immissione di vernici superficiali protettive e anticorrosive. Se del corten ormai conosciamo le proprietà, reagente, cioè, agli agenti atmosferici con la formazione di una patina superficiale di ossido che protegge dalla corrosione la struttura interna, l’Accoya invece rappresenta un tipico legno strutturale utilizzato in costruzione nel Nord Europa e in genere in ambienti dalle condizioni climatiche impervie. Questa tipologia di legno è quindi un materiale dalle prestazioni molto alte che garantisce alte prestazioni di stabilità, durata e resistenza ai fattori climatici. L’aggiunta del tetto, inoltre, permette di avere meno problemi con la neve, che costituisce un problema per i ponti pedonali, soprattutto in questa zona geografica. |
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