Nuovo Decreto Crescita e Tutela Dei Marchi Made in Italy |
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Sono ormai passate settimane da quando il nuovo decreto crescita è diventato legge ufficiale il 30 Aprile 2019. |
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le rapide misure prese dal governo per contrastare la stagnazione dell'economia italiana, non saranno magicamente capaci di rivoluzionare la nostra economia, ma qualcosa di positivo c’è, vediamolo insieme. La parte del decreto a cui ci riferiamo è un articolo specifico con una serie di norme ad esso connesse e dal nome: “Tutela dei marchi Made in Italy”, pensato e scritto per proteggersi dalla tendenza dei marchi storici italiani e di interesse nazionale a delocalizzare i propri centri produttivi.
Le misure che sono state prese per la tutela del Made in Italy sono diverse e tutte presenti all’interno del decreto crescita, un documento approvato il 30 Aprile 2019 e che affianca il documento di economia e finanza. Questo decreto ha la priorità di rilanciare gli investimenti privati in Italia, fermi da troppo tempo e quindi causa principale di scenari catastrofici quali il mancato aumento del PIL in rapporto alla diminuzione del debito pubblico e ad altri parametri economico finanziari negativi. Vediamo più nel dettaglio di che cosa tratta la sezione del decreto dedicata alla tutela del Made in Italy e cosa significa “marchio storico di interesse nazionale”, nuova definizione presente all’interno del documento. L’art 11-ter stabilisce che un marchio registrato da almeno 50 anni o per i quali sia possibile dimostrare l’uso continuativo da almeno 50 anni e avente una produzione su territorio nazionale, possono ottenere l’iscrizione del marchio nel registro dei marchi storici nazionali. Si è stabilito che sarà istituito, presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi, il registro speciale dei marchi storici di interesse nazionale. Al fine di salvaguardare il livello occupazionale e la prosecuzione dell’attività produttiva in Italia, si è istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico il fondo per la tutela dei marchi storici di interesse nazionale. Con il fine di tutelare il lavoro dei molti impiegati di questi marchi, il decreto prevede delle barriere più alte nei confronti di aziende che decidono di chiudere i propri stabilimenti produttivi. L’impresa titolare di un marchio iscritto nel registro speciale che intende cessare l’attività deve notificare la decisione al Ministero dello sviluppo economico le informazioni relative al progetto di chiusura o delocalizzazione dello stabilimento, ed in particolare: • I motivi economici reali di chiusura e delocalizzazione; • le azioni tese a ridurre gli impatti occupazionali attraverso, incentivi all’uscita, di dipendenti all’interno del gruppo; • le azioni che intende intraprendere per trovare un acquirente; • le opportunità per i dipendenti di presentare un’offerta pubblica di acquisto ed ogni altra possibilità di recupero degli asset da parte degli stessi. Dopo aver informato il Ministero dello Sviluppo Economico, l’impresa dovrà procedere ad individuare i potenziali acquirenti, informando il Ministero ogni 3 mesi delle proposte ricevute. Qualora l’azienda non comunichi le suddette informazioni al Ministero, essa andrà incontro ad una sanzione amministrativa da 5.000 a 50.000 euro. E’ stato inoltre istituito il “logo dei marchi storici di interesse nazionale” che le imprese iscritte nel registro potranno utilizzare per le finalità commerciali e di accesso alle agevolazioni finanziarie ad essa connesse e offrire supporto nello sviluppo del prodotto e nel deposito di nuovi brevetti e marchi. Nella scrittura dell’articolo di tutela del Made in Italy quindi, si comincia ad intraprendere, e noi diciamo finalmente, una strategia seria di protezione delle aziende che realmente lo adoperano. Noi di TrackDesign, crediamo profondamente in questo. Crediamo che sia umanamente ed economicamente corretto che si mantenga l’artigianalità degli operatori italiani con le competenze di produzione dei nostri responsabili di stabilimento, che secondo noi, donano all’azienda un boost dall’inestimabile e impareggiabile valore. |
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