“L'evoluzione di un progetto” |
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Non sempre succede, ma qualche volta l'evoluzione di un progetto scaturisce da una serie di combinazioni che si susseguono, si intersecano, si accavallano scivolando da una forma d'arte ad un'altra in maniera quasi naturale e magica.
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La bellezza del lavoro dell'architetto consiste nel poter abbracciare quante più discipline possibili, per avere una visione più ampia del panorama dove indagare e trarre un'idea valida che possa sfociare in un progetto con una sua storia. Mi è capitato di progettare alcune librerie, pannelli o contenitori rifacendomi ad alcuni quadri di Mondrian o Braque, a loro volta ispirati da componimenti musicali; musica futurista, jazz e boogie woogie per Mondrian e J. S. Bach per Braque.
Al contrario altre volte è stata la musica che ha tratto ispirazione dall'arte o dall'architettura. Un caso emblematico è quello di Modest Musorgskij per la composizione “Quadri di una esposizione”: nel 1874 il musicista fu colpito dai dipinti di una mostra retrospettiva di un suo caro amico architetto, decidendo di tradurli in musica in una suite per pianoforte, orchestrata in seguito da Maurice Ravel. Più recentemente il compositore Luigi Nono ha dedicato una composizione all'architetto Carlo Scarpa: “A Carlo Scarpa architetto e ai suoi infiniti possibili”, per orchestra a microintervalli. Carlo Scarpa d'altro canto non ha mai nascosto nelle sue architetture e in alcuni particolari costruttivi citazioni a Mondrian e Paul Klee. Un'associazione evidente con l'arte di Mondrian risulta ad esempio dal quadro “Composizione a scacchiera con colori scuri” del 1919,
ripreso sia sulle pareti del Sacello di Castelvecchio a Verona, che nella decorazione a pavimento dell'ingresso della fondazione Querini Stampalia a Venezia e ancora sul pavimento della zona dell'altare nella chiesa del Torresino a Padova.
La fioriera componibile da parte “Querini” (disegnata da me per Track Design) trae ispirazione proprio da questo pavimento
E' un disegno geometrizzato da un motivo costituito da un quadrato con ¼ eccentrico composto da quattro moduli colorati, ottenuti impiegando marmi lucidati come il nembo rosato, il rosso Verona, il verde alpi e il calcare rosso. I primi di tonalità più tenue configurano la “Elle”, mentre gli altri due, tendenti al rosso scuro e al verde, costituiscono sempre il “Quadrato eccentrico”. Le quattro rotazioni di questi moduli danno 16 unità.
La fioriera ha uno schema compositivo che si può comporre aggregando, sia orizzontalmente che verticalmente, vari pannelli quadrati con i vasi posizionati a destra o sinistra, ma sempre nella metà inferiore per poter lasciare uno spazio libero sopra ogni contenitore/vaso, affinché la pianta non trovi ostacoli nella sua crescita.
Giancarlo Porti |
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