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Matera capitale della cultura 2019

15 Marzo 2019 · 2 min di lettura

Quando si parla di Matera si fa riferimento ad una storia complessa, curiosissima e che parte da molto lontano. La civiltà, infatti, ha lambito questa terra fin dai tempi del paleolitico, attraversando il periodo della magna Grecia, in cui era una colonia,fino ad arrivare al dopoguerra e alle denunce di Carlo Levi che la definì vergogna d’Italia.

atera, nel dopoguerra, si ritrovò, infatti, ai margini della produzione culturale del ventesimo secolo. I sassi, che da migliaia di anni avevano ospitato insediamenti umani, rappresentando, fino al 700, un modello sostenibile e originale di abitazione, si erano trasformati, ormai, nel simbolo di forte arretratezza meridionale.

La II guerra mondiale aveva, purtroppo, accentuato le già gravissime diseguaglianze tra il Nord e Sud d’Italia a cui la successiva crisi della pastorizia diede il colpo di grazia. A Matera si era generato un dissesto sociale che risaltò sui media di tutto il mondo. Molti sassi furono ampliati e adibiti per ospitare famiglie sempre più numerose, che si ritrovarono a vivere in condizioni di arretratezza indescrivibili, senz’acqua e norme igieniche.

Matera, proposta come capitale della cultura 2019 si presenta tutto questo, non tralasciando neanche una delle pagine più buie caratterizzanti una terra che non è solo storia di se stessa, ma dell’umanità intera.

Rimarcando e ripercorrendo ogni singolo passo che dai tempi delle caverne ha portato Matera e il meridione fino ad oggi, si affronterà quella che è una delle iniziative più importanti per il Sud nella storia moderna.

Come citato nel dossier presentato alla regione e curato da Alessandro Bollo e Joseph Grima, i progetti di grande valore possono prendere il volo solo grazie alla cooperazione di un grande numero di cittadini che condividono un obiettivo comune. E’ solo così che le città più piccole possono salire sui palcoscenici più importanti della cultura senza essere schiacciate dalle grandi capitali.